DIFESA DEL CONTRIBUENTE DA ACCERTAMENTO BASATO SU STUDI DI SETTORE

L’ accertamento basato sulle risultanze degli studi di settore è uno dei temi che maggiormente interessano i contribuenti, in quanto tale accertamento non si fonda su dati prelevati dalla contabilità e contestati al contribuente, ma su dati che sono presunti in base a calcoli statistici.
Nel momento in cui gli studi di settore evidenziano un risultato di non congruità, il contribuente ha due possibilità, o adeguarsi in dichiarazione e quindi pagare maggiori imposte, oppure subire un accertamento derivante dagli studi di settore.
Innanzitutto è necessario analizzare le posizioni della giurisprudenza in materia, la posizione dell’Amministrazione Finanziaria è stata piuttosto netta, in quanto secondo questa,la non congruità giustificherebbe l’ accertamento automatico del contribuente, senza la necessità che l’ avviso di accertamento richieda particolari motivazioni, in tal senso l’ Amministrazione nella C.M. 11 Aprile 2002 n.29/E ha affermato che “lo scostamento dei ricavi o compensi dichiarati rispetto a quelli desumibili dallo studio di settore configura una presunzione, dotata dei requisiti di gravità, precisione e concordanza”, per cui è legittimo l’ accertamento fondato su dati teorici.
E’ chiaro che questo atteggiamento dell’ Agenzia, ha fatto si che si creassero forti diatribe con i contribuenti costretti a ricorre avverso gli avvisi di accertamento e molto spesso l’ Agenzia è risultata la parte soccombente, in quanto le varie commissioni tributarie hanno accolto i ricorsi dei contribuenti; tutto ciò ha portato l’ Agenzia con la C.M. del 23 Gennaio 2008 n.5/E ad ammettere che gli studi di settore non possono essere posti alla base di accertamenti automatici, per cui è necessario che l’ ufficio supporti la maggior pretesa erariale con ulteriori elementi probatori, tenendo conto degli elementi apportati in sede di contraddittorio dal contribuente.
La circolare delinea in maniera chiara il modus operandi che l’Agenzia deve seguire, in primis è necessario supportare i risultati degli studi di settore con altri elementi, i quali siano in grado di dimostrare che la non congruità rilevata dagli studi sia effettivamente dovuta a comportamenti non corretti del contribuente, in secondo luogo deve necessariamente aver luogo un contraddittorio con il contribuente, il quale potrà spiegare le ragioni della non congruità e l’ ufficio dovrà tener conto degli elementi apportati dal contribuente.
Sicuramente questa circolare fa chiarezza su come l ‘ Agenzia debba operare e fornisce delle linee giuda di difesa per il contribuente, il quale non si vedrà più notificato un avviso di accertamento fondato su presunzioni teoriche, ciò servirà per valutare con maggior serenità la possibilità di adeguarsi in dichiarazione e pagare maggiori imposte ma non subire accertamenti, oppure non adeguarsi e nel caso che l’ Agenzia disponga un accertamento basato sulle risultanze dello studio di settore, essere consapevoli di tutti i mezzi di difesa a disposizione del contribuente forniti anche dalla stessa Agenzia.

Alessandro Mattii