Una passione antica o, come ama definirla Elio Mattii, un 'virus' quello che da anni contagia la famiglia Mattii, titolare dell'ippodromo San Paolo di Montegiorgio. Oggi sono rimasti in tre, il già citato Elio, il più giovane, da sempre riconosciuto come il punto di riferimento della famiglia, amministratore delegato della SMA proprietaria dell'ippodromo gestito dalla UMAS, Mario, già professore di radiologia a Bologna, ora proprietario e allenatore a tempo pieno oltre che presidente di Federtrotto, e Giovanni, anch'esso proprietario di cavalli e di un centro di allenamento a Montefalcone Appennino. Allora, quando decisero di costruire un ippodromo in mezzo alla campagna, impresa ritenuta da molti una follia, erano in cinque. Con loro c'erano anche Basilio e Lanfranco, indimenticati personaggi di un'ippica vissuta nella maniera più genuina, uno gran maestro di ospitalità, l'altro vulcanico uomo di cavalli, primo allenatore e guidatore nelle Marche. Su tutti il padre Dante, conoscitore del mondo, intraprendente, abile negli affari, ancorato alla tradizione senza però perdere di vista il futuro. Già nel '44 aveva cavalli in scuderia da Alfredo Cicognani a Roma. Erano gli anni della ricostruzione, delle idee nuove che, di certo, ai Mattii non mancavano, alimentate, nel loro caso, dalla passione per le corse dei cavalli che a quel tempo nella zona si svolgevano su strada, vere e proprie sfide paesane sulle quali si finiva col favoleggiare immortalando le qualità dei cavalli e magnificando l'abilità dei guidatori. Su quella passione che si diffondeva nel territorio si poteva costruire qualcosa di solido. Questo pensarono Dante e i figli. Proprietari terrieri e affittuari di terre anche nella vicina Umbria, decisero di investire buona parte del patrimonio nell'ippica. Nei primi anni sessanta, quelli del boom economico, costruirono la prima pista da corsa su un terreno sito a Piane di Montegiorgio, acquistato pochissimi anni prima dall'Università di Lovanio (Belgio). Un tracciato da 800 metri dove per quattro, cinque anni si svolsero corse non ufficiali. Il riconoscimento da parte dellUNIRE, fortemente voluto dalla famiglia Mattii, arrivò nel '69. Quell'anno, le giornate concesse dall'Ente furono otto. Fu un successo di pubblico che affluiva anche dai paesi limitrofi, prima attratto dalla novità poi, col passare del tempo, sempre più preso e coinvolto dallo spettacolo delle corse. La forza di volontà, la grinta, la lungimiranza, unite a una certa dose di coraggio sostenuta dalla convinzione che in periferia per migliorare bisogna mettersi continuamente in gioco, hanno determinato la continua crescita del San Paolo Oggi il trotter montegiorgese può vantare diversi primati. Possiede la pista che ha regalato più record ai cavalli che l'hanno calcata, è uno dei pochi ippodromi che può vantare il maggior numero di presenze in occasione di una manifestazione ippica, è tra gli ippodromi più produttivi sul piano del gioco. Dalle otto giornate del lontano 1969 si è passati alle 83 di questi ultimi anni più 29 matinée per un calendario che prevede corse tutto l'anno da febbraio a dicembre con soste di poco più di un mese tra le stagioni inverno-primavera, state e autunno-inverno. Dieci le corse Tris nell'arco dell'anno, quattro gli avvenimenti di spicco: in successione cronologica il Gran Premio San Paolo, il Campionato Italiano Guidatori Trotto, il gran Premio Marche e il Palio dei Comuni 'Lanfranco Mattii'.